Cluster Magazine è orgogliosa di presentarvi gli Strength Approach, rappresentati in questa intervista da Alex, voce del gruppo romano che all’interno di quella, tanto chiacchierata, scena romana, dal punk all’hardcore melodico, ha avuto un ruolo fondamentale e che dopo 16 anni continua a darsi da fare con la stessa voglia e lo stesso entusiasmo degli inizi.
Ciao ragazzi e benvenuti su Cluster Magazine. Per cominciare come, e quando, nascono gli Strength Approach?
Ciao a tutti! Gli Strength Approach nascono nel 1996 con l’esigenza di suonare un hardcore vecchio stampo ispirato a band come i Sick Of It All o Agnostic Front in un periodo in cui la maggior parte dei gruppi suonavano metalcore. Da allora pian piano siamo riusciti a trovare un nostro sound nonostante i molteplici cambi di formazione e dopo 16 anni siamo ancora qui a raccogliere ciò che abbiamo seminato con la stessa voglia e intensità degli esordi.
Andando sulla vostra pagina fan si legge RM HC since 1996. Spiegate ai nostri lettori di cosa si tratta.
Spiegare cosa vuol dire RMHC?Ovviamente parliamo di Roma Hardcore inteso come suono e attitudine che solo una città fuori controllo come Roma può creare. Continuo a sostenere che nonostante gli alti e bassi-una città come Roma possa ancora offrire molto al panorama nazionale e non solo. Credo che di questi tempi il segreto sia invogliare le nuove leve senza demoralizzarle per farle entrare nella giusta ottica senza cosi ritrovarsi con un branco di modaioli sempre pronti a cambiare bandiera al momento opportuno.
Come detto è dal ’96 che vi alternate sui palchi di quasi tutti i continenti. Quale spirito vi spinge ad andare avanti? Le motivazioni sono sempre le stesse o sono cambiate durante il vostro percorso?
Come ho già avuto modo di dire ce’ ancora moltissimo entusiasmo dentro di noi ed ogni cosa che ci si presenta viene vissuta come una situazione nuova ed a se stante. Il fatto di aver raggiunto tanti traguardi e’sicuramente un’ulteriore stimolo nel fare ciò che facciamo ed onestamente non saprei immaginarmi senza gli Strength Approach visto che al momento rappresentano la mia “relazione” più duratura e per certi versi proficua.
A marzo è uscito il vostro ultimo album “With or Without You”. Cosa rappresenta per voi? E cosa deve aspettarsi il pubblico?
Diciamo che questo nuovo disco è Strength Approach al 100% nel senso che rappresenta esattamente il nostro sound senza troppi fronzoli o menate artistoidi. Viviamo l’hardcore 24 ore su 24 e questo è un disco hardcore dedicato a tutte quelle persone che come noi vanno dritte per la loro strada.
Parlateci del Rebellion tour 2012.
Forse ad oggi è stato il tour più importante al quale abbiamo partecipato e sicuramente il tour hardcore piu importante degli ultimi anni. Essere l’unico gruppo italiano ad aver partecipato ad un evento del genere ci rende molto orgogliosi ed il fatto di aver condiviso nuovamente il palco per due settimane con band come Madball ed H2O tra gli altri e’ stato un ennesimo motivo di crescita per il gruppo sia a livello umano che a livello artistico.
Avete davanti un ragazzo di 14-15 che si sta avvicinando alla musica. Come gli spieghereste cos’è l’hardcore?
Sicuramente proverei a spiegargli cosa non e’ l’hardcore secondo il mio punto di vista. Qui non si tratta di un suono più o meno definito bensì di attitudine che ad un certo punto hai o non hai. Oggigiorno vedo troppi ragazzi/e o band viversi il loro sogno telematico millantando questo o quello senza mettere il cuore in ciò che fanno e l’unica cosa che viene a galla e’ una moltitudine di persone più attente al look che a cercare di scrivere la loro pagina e a viversi le cose con una vera passione. Torno a dire che nonostante tutto sono fiducioso del fatto che sempre più ragazzi/e si avvicinino a questa scena con la mentalità giusta supportati magari da chi un po’ di esperienza ne ha accumulata negli anni.
Abbiamo parlato diverse volte dell’idea straight edge, qui su Cluster Magazine. Quanti all’interno del gruppo seguono questa filosofia? E perché?
Onestamente sono l’unico nella band ad essere straight edge e dopo cosi tanti anni continuo a reputarla una scelta del tutto personale e non un’etichetta per vendere più dischi e magliette. Cercate di informarvi su ciò che vi circonda e fate le scelte con la vostra testa senza aver paura di prendere una posizione socialmente scomoda!
Il ricordo più bello che avete di un vostro concerto.
E’ difficile parlare del ricordo più bello degli ultimi 16 anni. Nonostante tutto posso menzionare un concerto che abbiamo fatto a Cagliari(Un po’ una seconda casa per noi!)pochi giorni fa e che ha visto la partecipazione attiva di tutta la vecchia guardia insieme alle nuove leve. Vedere due “generazioni” partecipare cosi attivamente al nostro live mi ha regalato un sorriso e mi ha ricordato perche mi sento fiero di far parte di questa scena.
L’episodio peggiore durante un vostro concerto.
Forse l’indisponenza e il pressapochismo con il quale alcuni gestori di club italiani pensano di poterti trattare certe volte solo perché sei un gruppo italiano e che il più delle volte vengono ripagati con la stessa moneta se non peggio!
Quali sono, a vostro parere, gli artisti o le band in erba, che apprezzate e che magari pensate possano emergere?
Parliamo dell’Italia?Ci sono una serie di gruppi che stanno cercando di farsi strada anche all’estero e questa secondo me e’ una cosa assai importante perché vuol dire che sempre più gruppi hanno voglia di sbattersi per portare la loro musica in giro e questo e’solo un bene. Tra i tanti gruppi citerei i Strange Fear,i Whales Island,i No More Escape e la lista e’ ancora lunga…
Progetti futuri per gli Strength Approach?
Considerando che il disco nuovo e’uscito da circa un mese l’unica cosa che posso dire e’ che continueremo a stare in tour in Italia ed Europa fino a fine anno e sicuramente tra i vari progetti abbiamo in programma un terzo tour australiano,sud est asiatico,Giappone e nuovamente Stati Uniti. Can’t stop, won’t stop!
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