Cluster Magazine VS Bedtime for Charlie

Cluster Magazine 7 maggio 2012 1

Cluster Magazine è lieta di presentarvi i Bedtime for Charlie. Abbiamo detto che la “scena romana” è morta, ma loro ce la fanno prendere a bene!

Ciao ragazzi e benvenuti su Cluster Magazine. Presentatevi ai nostri lettori.
Come e quando nascono i Bedtime for Charlie?

Ciao a tutti! I Bedtime for Charlie nascono nel 2001, penso più o meno come nasce la maggior parte delle band, da un gruppo di amici e dalla voglia di suonare, più o meno è andata così. Ai tempi eravamo veramente piccoli e non penso avessimo bene idea di quello che stavamo facendo, però ci divertivamo parecchio. Il gruppo aveva un altro nome che ometterò per decenza e altri membri, degli originali rimaniamo solo io (Giacomo, voce e basso) e Domenico alla batteria, e inizialmente scrivevamo in italiano. Nel 2005 è entrato nel gruppo Alessio alla chitarra e nel 2009 Alex, sempre alla chitarra. Nel frattempo abbiamo registrato tre dischi ed un Ep e abbiamo fatto un sacco di tour.

Come e perché avete scelto “Bedtime for Charlie” come nome per la band? C’è qualche storia dietro?

E’ assolutamente top secret, rivelarlo potrebbe minare la stabilità politica a livello mondiale! Sul serio! E va bene ve lo dico. Non è che abbia un significato particolare, volevamo un nome un po’ elaborato che contenesse un nome di persona, alla Jimmy Eat World o giù di li, mi pare che ai tempi andassero. Col senno di poi penso che avremmo dovuto optare per qualcosa di un po’ più semplice e di impatto, ma ormai ci teniamo questo! Spero nessuno si aspettasse qualcosa di più pittoresco!

Avete iniziato nel 2001. Quanto è cambiato il mondo della musica dopo più di 10 anni? Quali sono le motivazioni che vi spingono ad andare avanti?

Riguardo alla musica penso che il cambiamento più radicale, anche rispetto a 10-11 anni fa, sia quello relativo a internet, visto che ormai non si può fare praticamente niente senza. Moltissime band che hanno fatto il botto negli ultimi anni devono tutto ad internet, penso che un buon passaparola in rete unito a dei buoni live possano fare la differenza. Certo il lato negativo è che la musica è in qualche modo diventata più dozzinale, ora si può avere tutto e subito, una volta rimediare un disco era un processo lungo e complicato e questo rendeva la cosa più speciale. In generale però è molto più comodo fare tutto da casa, soprattutto se si è pigri! Per quanto ci riguarda le motivazioni sono sempre le stesse, suonare musica che ci piace e farlo il più possibile in giro, non aspiriamo ad altro se non a fare una cosa che ci piace.

 Come sono i Bedtime for Charlie in tour? E come a casa?

A casa siamo praticamente un gruppo di amici, i membri della band sono quelli che frequentiamo anche per uscire , e in tour è lo stesso, anche quando il disagio e lo stress aumentano.  Ah, e vediamo un sacco di film, sia a casa che in tour!

 A proposito di tour, il 7 maggio inizia il DISCOMFORT IS MY FUEL TOUR 2012. Quali sono le vostre sensazioni a riguardo? In quali paesi suonerete? Cosa vi aspettate da questo tour?

Andremo per la quarta volta in Europa dell’Est, per la precisione in Ucraina, in Russia ed in Bielorussia, anche se questa volta le date saranno davvero tante rispetto al solito (solo in Russia sono quasi 20, in totale dovrebbero essere una trentina con solo due o tre day-off). Torniamo spesso da quelle parti perché i concerti sono sempre molto divertenti e viene a vederci un sacco di gente, siamo riusciti a crearci una fan-base abbastanza fedele ed in continua espansione, forse perché siamo stati uno dei primi gruppi indipendenti europei a fare dei lunghi tour da quelle parti e la gente si è un po’ affezionata. Ci siamo preparati parecchio e non vediamo l’ora di partire, in generale c’è un po’ di ansia visto che stavolta ci spingeremo parecchio lontano (arriveremo praticamente al confine col Kazakhstan), ma speriamo soprattutto di divertirci… e di tornare vivi.

 Sul vostro facebook si possono ascoltare “The snake” e “Swim with the sharks” (video), singoli estratti dal vostro album in uscita, “Bright Light City Skyline”. La prima impressione che si ha ascoltando quelle canzoni è un’ondata di freschezza che a Roma è da un po’ che non si sente. Come nasce questo disco? Quando uscirà? Parlatecene.

Il disco ci è arrivato in questi giorni e quindi si può dire che è già uscito, anche se la data ufficiale di uscita sarà quella del release party a roma (il 16 giugno, all’Alvarado Street al Pigneto). E’ frutto di quasi due anni di composizione ed è stato registrato all’Hell Smell, lo studio di Alex. Si occuperanno della pubblicazione la No Reason Records e la tedesca Fond of Life .Posso affermare con certezza che è il nostro miglior lavoro fin qui, è un disco molto vario, a livello sia di beat che di stile. Rispetto a “It Ain’t About the Music” abbiamo un po’ rallentato (anche se di pezzi veloci ce ne sono) ed abbiamo cercato di rendere il tutto un po’ più eterogeneo, per non fare un disco tutto uguale dall’inizio alla fine.

A proposito di Roma e di situazione a livello musicale. Voi come la vivete? Dall’hardcore al punk più pop, quanto è cambiato da quando avete iniziato a livello di concerti e modo di fare musica?

Sicuramente quando abbiamo iniziato a suonare a Roma esisteva una scena “punk” molto attiva e compatta che ora purtroppo non c’è più, visto che le persone che andavano ai concerti e che suonavano nei gruppi hanno smesso o si sono disinteressate. In realtà noi l’abbiamo vissuta nel suo ultimo periodo, e siamo sempre stati un po’ degli outsiders, anche se siamo sempre stati in ottimi rapporti con quasi tutte le band della città. Roma è una città grandissima anche dal punto di vista musicale, ci sono realtà di ogni tipo e spesso diventa anche un po’ dispersiva da quel punto di vista, ma ha sempre partorito gruppi di tutto rispetto e anche in questo periodo ce ne sono moltissimi che stanno facendo molto bene, e che sicuramente meriterebbero di più, mi vengono in mente ad esempio i nostri amici nei Red Summer Tape.

 Il video di “Swim with the sharks” è stato realizzato dalla Pitvision. Il video trasmette freschezza e ha un impatto su chi lo guarda molto buono. È quello che volevate? Com’è stato lavorare con loro? Nonostante siano una video production emergente dimostrano di saperla lunga.

Grazie mille, siamo contenti vi piaccia! Siamo partiti senza alcuna pretesa per questo video,  Alessandro e Chiara della Pitvision sono due nostri carissimi amici (Alessandro è anche il cugino di Alessio, il chitarrista) che lavorano tutti e due nel settore. Siamo andati con tutta la strumentazione sulla spiaggia senza un’idea precisa di cosa fare, e il video è venuto fuori in maniera abbastanza spontanea, è stato divertente.

 Per concludere, quali sono i vostri progetti futuri? 

Entro fine anno dovremmo fare un altro tour in Europa e poi andare di nuovo in Giappone, visto che in autunno il disco uscirà anche lì. Poi non lo sappiamo ancora, vedremo che succederà!

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